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Nata nel 2015 dall’impegno del tedesco Klaus Vogel e della francese Sophie Beau, SOS MEDITERRANEE è un’organizzazione non governativa (ONG) che si dedica al soccorso in mare di uomini, donne e bambini. Ad oggi l’associazione è un vero e proprio network europeo, con rami in Italia, Francia, Germania e Svizzera. Le operazioni di SOS MEDITERRANEE, il cui costo elevato – l’associazione indica che per affrontare una giornata in mare servono 14.000 euro, ripartiti tra le spese di armamento, il carburante, le misure di sicurezza e l’equipaggio della nave – è coperto quasi interamente da donazioni di cittadini europei, hanno permesso di salvare quasi 32.000 vite umane dall’inizio dell’attività dell’associazione al marzo 2021.

La data della sua fondazione corrisponde a un periodo di inasprimento dei flussi migratori marittimi, in particolare lungo la “rotta balcanica” che dalla Turchia porta alla Grecia via mare per poi proseguire via terra verso i paesi del Centro Europa. La ONG, che elenca tra i suoi valori fondativi l’indipendenza da qualsiasi schieramento politico e il rispetto per ogni essere umano a prescindere da nazionalità, identità etnica e credo religioso, inizia le operazioni di soccorso nel febbraio 2016 con la nave Aquarius. La missione di SOS MEDITERRANEE, portata avanti in collaborazione con Medici Senza Frontiere, è triplice: salvare vite umane, proteggere e accompagnare, e testimoniare. L’organizzazione infatti, oltre all’azione diretta in mare, porta avanti in vari paesi europei campagne di informazione sulla situazione dei migranti nel Mediterraneo e progetti di sensibilizzazione per i più giovani, proponendo alle scuole incontri e attività di gruppo.

Al cuore della migrazione

Parte di questo progetto è la realizzazione di pubblicazioni autonome, come libretti informativi da distribuire nelle scuole e dossier che raccolgono le testimonianze dei migranti raccolti in mare, e di pubblicazioni più consistenti in collaborazione con diversi editori. Tra queste il fumetto muto En vie, che spiega la migrazione ai bambini grazie ai disegni di Joub e Nicoby, e il volume collettivo Au coeur de l’errance.

Quest’ultimo è l’unica pubblicazione non autonoma della ONG ad essere disponibile in lingua italiana, è infatti in corso di pubblicazione con il titolo Al cuore della migrazione per Astarte Edizioni. Si tratta di una raccolta composita, tagliente e delicata allo stesso tempo, che intreccia gli interventi di scrittori, poeti e artisti del Mediterraneo sui temi della migrazione e della traversata. Intellettuali del calibro di Maïssa Bey, Leïla Slimani, Abdellatif Laâbi ed Éric-Emmanuel Schmitt hanno donato il loro contributo perché i proventi delle vendite potessero andare interamente a sostegno delle operazioni di SOS MEDITERRANEE.

Le sfide attuali

Un’associazione con una missione umanitaria, che riesce ad ottenere risultati importanti, si autofinanzia e cerca di coinvolgere i cittadini europei nelle sue azioni. Cosa le si può contestare? Apparentemente molto. Nei suoi pochi anni di attività SOS MEDITERRANEE ha dovuto far fronte a diversi periodi di inattività a causa degli ostacoli amministrativi posti dai governi europei, primo fra tutti quello Italiano. Nel 2019, a fronte di lungo fermo per investigare delle supposte scorrettezza nello smaltimento dei rifiuti, la ONG decide di rinunciare all’Aquarius per armare una seconda nave, la Ocean Viking, nella speranza di poter riprendere al più presto le sue attività in mare. Mossa che non ha proprio i risultati sparati, visto che l’anno successivo la nave è trattenuta per cinque mesi in un porto italiano, dove le vengono imposti costosi lavori di messa a punto per rispondere ad esigenze di sicurezza supplementari.  

Il Presidente di SOS MEDITERRANEE Italia, Alessandro Porro, nell’introduzione al volume racconta la profonda differenza nel rapporto con le istituzioni tra quando ha iniziato come soccorritore nel 2017 e oggi. Da un rapporto di collaborazione e di fiducia reciproca con la Guardia Costiera che permetteva di coordinarsi al meglio, si è passati a sguardi sospettosi. Soprattutto quello che è cambiato in questi anni è l’opinione pubblica, che prima condivideva la missione e le fatiche dell’associazione e ora è desensibilizzata per la massiccia esposizione mediatica delle feroci campagne di propaganda politica che individuano nelle ONG un nemico pubblico.

Il cambiamento è chiaramente visibile: nel 2017 SOS MEDITERRANEE ha ricevuto il Premio UNESCO per la Pace, nel 2018 comincia invece a essere additata come “taxi del mare” e inconsapevole braccio destro degli scafisti.

In diversi paesi sono nati movimenti di protesta alle misure europee e mobilitazioni dei cittadini, che hanno aiutato le ONG a riprendere il mare e a trovare dei porti in cui attraccare. Ma il sentimento imperante in questo momento storico rimane la paura, la diffidenza verso chi è altro e sconosciuto e potrebbe prendere ciò che è nostro.

Nonostante ciò SOS MEDITERRANEE continua con convinzione la propria missione, “sapendo di essere dalla parte giusta della storia” e coltivando la speranza che le politiche europee possano tornare ad aderire ai principi di solidarietà e rispetto dei diritti umani che dovrebbero guidare il continente. In attesa di questo cambiamento – o meglio, ritorno ai valori originari – l’associazione si affida alle donazioni per proseguire il suo importante lavoro. Sul suo sito è possibile trovare tutte le informazioni per sostenere la ONG con una donazione diretta, con il proprio 5×1000 o tramite l’acquisto di volumi realizzati in collaborazione con diversi editori.

(Articolo di Carlotta Galimberti)