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Una terra per restare

Naima, Ema, Dara e Lila sono i volti di quattro generazioni di donne della stessa famiglia, le cui vicende si intrecciano attraverso un secolo di storia del Medio Oriente. Diverse, ma ugualmente tenaci nel difendere la vita dall’oppressione maschile, dalla sofferenza dell’esilio e dalla violenza della guerra.

 

Appena adolescente, Naima è costretta a sposare un uomo molto più grande di lei, che la conduce dalla Palestina al Libano per sfuggire al primo conflitto arabo-israeliano. Ema, sua figlia, vive con entusiasmo il fermento politico e culturale degli anni Settanta a Beirut, ma è schiacciata tra la violenza del padre e quella, più subdola, del marito. Ancora bambina, Dara è costretta dai bombardamenti a lasciare il suo amato Paese per la Svizzera. Tornerà in Libano appena le sarà possibile, ma gli attacchi israeliani del 2006 la riporteranno in Europa. Qui cresce Lila, bambina del nuovo millennio, che combatte la nostalgia di casa con la forza dell’immaginazione.

 

 

Romanzo d’esordio vincitore del Grand Prix du Roman Métis, del Prix du Roman Métis des lycéens, del Festival du Premier Roman de Chambéry, e del Prix de la Première Oeuvre Littéraire Francophone de l’ADELF-AMOPA.

 

Traduzione di Giulia Beatrice Filpi

 

 

 

Ascolta

l’intervista all’autore Jadd Hilal

il podcast di Radio Città Fujiko 103.1 fm / VanloonRadio in cui si parla del libro

 

Leggi

la segnalazione sul magazine The Good Life, 54, giugno-luglio 2024 – rubrica The Good Books di Ornella Ferrarini;

 

la recensione di Daniele Ruini su Nazione Indiana

 

 

 

Azzurra 190 cm 12 x 17 Maggio 2024 979-12-80209-41-2 , , , , , , , ,
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Di origini libano-palestinesi, Jadd Hilal è nato in Francia nel 1987. Vive a Parigi, dove è professore di Lettere e ricercatore in Filosofia e Letteratura. Una terra per restare, pubblicato nel 2018 dalla casa editrice tunisina Elyzad, è il suo primo romanzo.

La traduttrice Giulia Beatrice Filpi si è laureata in Letterature e Culture Comparate all’Università di Napoli “L’Orientale”, e le sue traduzioni dal francese sono apparse sulle riviste Genesis e A, oltre che su diversi siti di informazione. Per Astarte ha tradotto Algeri, il grido di Samir Toumi (2022).

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