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Case di sale

16,00€

Alla vigilia del matrimonio della figlia, Salma legge il destino della ragazza nei fondi di una tazza di caffè. Vede per Alia e per i suoi figli un futuro instabile, segnato dalla perdita della casa e dall’incertezza. Pur scegliendo di tenere per sé la predizione, questa si avvererà quando la famiglia verrà sconvolta dallo scoppio della guerra dei sei giorni nel 1967.

 

Mezzo secolo di Storia provocherà lo sradicamento e la dispersione dei membri della famiglia Yacoub, tra Palestina, Kuwait, Giordania, Libano, fino all’Europa e gli Stati Uniti.

 

Seguendo le storie di quattro generazioni, questo romanzo lirico ed emotivamente travolgente ci interroga su che cosa si possa considerare casa: ciò che per tradizione ci è stato tramandato o quello che costruiamo nel nostro presente?

 

Romanzo vincitore del Dayton Literary Peace Prize e dell’Arab American Book Award.

 

Traduzione di Margaret Petrarca.

 

Disponibile anche in eBook

 

 

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qui un estratto

la segnalazione della Redazione dal n. 6 di Arabpop, dedicato alla Palestina

la recensione di Paola Meneganti su Leggendaria, 166, luglio 2024

la segnalazione su Altreconomia, 279, marzo 2025

la recensione su Le Strade dell’Informazione

 

 

 

La città del fuoco

20,00€

I Nasr sono sparsi per il mondo: tra Beirut, Brooklyn, Austin e il deserto della California. Una madre siriana, un padre libanese, tre figli americani. Tutti cresciuti tra migrazioni e nostalgie, con un unico punto fermo: la casa di famiglia a Beirut, simbolo di ciò che li tiene uniti – e di ciò da cui vorrebbero fuggire.

 

Quando Idris decide di venderla, dopo averla ereditata alla morte del padre, l’intera famiglia si ritrova in Libano. Ma la riunione fa riemergere antiche ferite, amori perduti, gelosie, motivi di vergogna mai detti. Nella città che ancora porta i segni della guerra e convive con le tensioni del presente, i segreti dei Nasr si accendono come scintille, minacciando di consumare i legami che li uniscono.

 

Traduzione di Margaret Petrarca

Traduzione finalista del VI Premio di traduzione letteraria “LETRA ANDALO” 2026

 

Leggi un estratto del romanzo

 

 

Leggi la recensione su

Le Strade dell’Informazione

Gufetto Mag

La villa delle donne

16,00€

In principio tutto sembra sorridere a Skandar Hayek, proprietario di una grande dimora alle porte di Beirut. Quando però lui e le altre figure maschili vengono a mancare, le donne della famiglia sono costrette a fare i conti con una società che sta rapidamente cambiando. La moglie Marie, l’assertiva figlia Karine e la sorella Mado saranno costrette ad affrontare i fantasmi del passato per superare le ostilità del presente. Attraverso lo sguardo e le parole di Noula, fedele custode e autista di famiglia, assistiamo al lento disfacimento degli Hayek, riflesso della profonda crisi delle strutture sociali libanesi che culminerà nella guerra civile che dagli anni Settanta insanguinerà il Paese.

 

 

L’opera ha vinto il Prix Transfuge du meilleur roman arabe 2015; prix Jean Giono 2015.

 

Leggi l’intervista all’autore apparsa su Il Manifesto

Le mediterranee

16,00€

Dicembre 2017, periferia di Lione. Samuel raggiunge i parenti riuniti per celebrare la festa di Hanukkah. Guardando le fiammelle che bruciano sul candelabro di famiglia, l’ultima prova tangibile dell’esistenza della “loro” Algeria, si dice che sia arrivato il momento di intraprendere il viaggio verso la terra in cui nessuno di loro ha più messo piede dal 1962.

 

Passato e presente si intrecciano sulle strade di un’Algeria dai contorni mitologici e nei racconti delle donne della famiglia. Tra le molteplici identità rivendicate – retaggio berbero, religione ebraica, lingua araba e cittadinanza francese – ciò che emerge è l’appartenenza a un’unica comunità: il vero Paese a cui appartengono è il Mediterraneo di Omero e di Albert Cohen, di Ibn Khaldun e di Albert Camus, patria degli esuli di ieri e di oggi.

 

Romanzo vincitore del Prix du roman historique (2022) e del Prix du livre européen et méditerranéen (2023).

 

Traduzione di Linda Cibati

 

 

Leggi la segnalazione di Angiola Codacci su L’Espresso, 26 giugno 2024