Nel periodo successivo alla rivoluzione del 2011, la Tunisia si è rivelata un fertile laboratorio di sperimentazione culturale, in cui artistɜ femministɜ e queer hanno saputo ridefinire i linguaggi della protesta. Attraverso pratiche ibride e radicali, capaci di connettere l’intimità dei corpi con la dimensione collettiva della lotta, queste soggettività hanno dato vita a nuovi codici simbolici e politici, sovvertendo gerarchie di genere, lingua e appartenenza.
La musica, la scrittura, le arti visive e performative sono diventate strumenti attraverso cui articolare nuove forme di resistenza, aprendo spazi di espressione radicale, in cui il personale e il politico si intrecciano e si trasformano continuamente .
Questa raccolta di risorse digitali nasce per ampliare e affiancare il capitolo I linguaggi artistici della protesta del libro Tunisia in Rivolta. Femminismi e queerness fra strada e cyberspazio (in uscita a ottobre 2025) di Guendalina Simoncini e Maria Nicola Stragapede, offrendo uno spazio di approfondimento dedicato alle voci, alle pratiche e agli immaginari artistici che hanno attraversato il panorama tunisino post-rivoluzionario.
Un archivio vivo di pratiche artistiche queer e femministe che hanno ridefinito i linguaggi della protesta nella Tunisia post-2011
La lista di fonti qui proposta non ha la pretesa di essere esaustiva, ma si configura come un archivio vivo di alcune delle esperienze queer e femministe che le autrici hanno incontrato e attraversato nel corso degli anni, offrendo a chi legge accesso diretto a queste espressioni culturali e ulteriori spunti di approfondimento.
Enciclopedie e Archivi digitali
Enciclopedia delle donne tunisine
L’enciclopedia realizzata dal CREDIF comprende 101 articoli dedicati alla vita di donne che hanno lasciato un’impronta significativa nella storia della Tunisia, dall’antichità fino ai giorni nostri. (AR/FR)
Inchieste realizzate dalla rivista Inkyfada che esplorano la vita di persone (tra cui donne e persone non etero) schedate dai servizi di intelligence francesi in Tunisia tra il 1910 e il 1930. È basata su documenti d’archivio conservati presso gli Archivi Nazionali Tunsini. (AR/FR)
Podcast
“Queer is the art of resistance – Khookha McQueer” (2023) in Le queer est à venir (FR/AR/EN)
Le queer est à venir è una serie di podcast in francese, arabo e inglese che esplora le esperienze di genere e sessualità nelle società nordafricane e nelle loro diaspore. In questo episodio, l’artista e attivista tunisina Khookha McQueer ripercorre il proprio percorso e esperienza di militanza queer.
Rania de Mawjoudin : les lieux queers à Tunis. (2020) in Queer Week, Furies (FR)
In questa puntata del podcast Furies, Rania di Mawjoudin racconta la realtà dei luoghi queer a Tunisi e la loro importanza come spazi di sicurezza e resistenza. Un dialogo intimo sulla creazione di comunità e sull’impatto politico del linguaggio.
Sezione “Féminismes” di Inkyfada Podcast (FR/TN/EN)
Inkyfada è un media indipendente tunisino che propone podcast su temi sociali contemporanei. Nella sezione Féminismes, le voci di donne e soggettività marginalizzate raccontano le lotte, i linguaggi e le resistenze femministe nel contesto nordafricano.
Musica
Boutheina El Alouadi (Medusa TN)
Prima rapper donna della Tunisia e voce di punta del femminismo hip-hop arabo, Medusa utilizza il rap per denunciare violenza di genere, razzismo e stereotipi sul corpo femminile.
Pioniera della musica elettronica sperimentale tunisina, fonde poesia in arabo e dialetto con sonorità low-fi ed elementi della tradizione musicale amazigh.
Koast
Unisce le radici arabe con le sonorità moderne del soul, dell’R&B e del rap, creando una musica intensa, che parla al cuore e non ha confini.
Deena Abdelwahed
Tra le figure più innovative della scena elettronica araba. Deena Abdelwahed fonde la ricchezza della musica araba con le sonorità della dance elettronica, ispirandosi alla club culture e alla scena sperimentale contemporanea, portando questa fusione sui palchi dei più importanti festival internazionali.
Tra le artiste tunisine più conosciute all’estero. Lontana dal suo Paese ma vicina alla sua gente, Emel usa la musica come atto di resistenza, mescolando poesia e denuncia in un linguaggio universale.
Drag
Drag artist non-binary, oggi attiva in Germania, che celebra la comunità queer e BIPOC attraverso spettacoli, DJ set e performance che sfidano identità e pregiudizi. È un’attivista per i diritti delle persone migranti.
Figura centrale del movimento queer tunisino, Khookha McQueer è un’intellettuale, attivista trans e artista visiva che ha trasformato il corpo in linguaggio politico e poetico. Khookha rilegge le icone femminili della cultura araba in chiave queer e contemporanea, restituendo loro nuova vita attraverso la drag art.
Documentari e Film
Les fleurs du bitume (2017). Diretto da Karine Morales, Caroline Péricard, France, (AR/FR)
La Bella e le Bestie (2019). Diretto da Kauther Ben Hania. (CH, TN, FR, SE, NO, LB) Cinétéléfilms, Tanit Films, Sister Productions
Fumetti
Nadia Khiari, Willis from Tunis
Artista visiva, insegnante e fumettista tunisina. Nota per il personaggio satirico Willis from Tunis usa il fumetto come strumento di critica politica e libertà d’espressione. Con uno stile ironico e tagliente, ha raccontato quotidianamente la rivoluzione tunisina e le sue conseguenze. Le sue opere sono state pubblicate in diverse riviste internazionali e raccolte in due volumi: Chroniques de la révolution e Willis from Tunis, 10 ans et toujours vivant.
Shift
Raccolta di fumetti collettiva del 2019, pubblicata in risographia a quattro colori. Cinque storie illustrate, firmate dalle artiste Aziza Gorgi, Hela Lamine, Léa Djeziri, Malek Jerbi e Noha Habaieb, raccontano le vite di donne tunisine che incarnano esperienze diverse di marginalità, ingiustizia e resistenza.
Takoua ben Mohammed
Fumettista e illustratrice italo-tunisina che racconta storie vere con tratti decisi e sguardo ironico. Nei suoi fumetti il quotidiano si intreccia con la politica, e il corpo velato diventa simbolo di autodeterminazione, non di oppressione. È autrice di La rivoluzione dei gelsomini, Sotto il velo, Il mio migliore amico è fascista.
Teatro
Attraverso la collaborazione con l’associazione Mawjoudin e la raccolta diretta di storie, Flagranti di Essia Jaibi mette in scena le esperienze della comunità queer in Tunisia. Al centro della narrazione vi è l’amicizia tra sei personaggi, tra violenze istituzionali e atti di resistenza e solidarietà quotidiana. L’opera si arricchisce anche di elementi didattici, che guidano il pubblico alla scoperta del lessico, delle leggi e dei passaggi storici che hanno tracciato le vite queer in Tunisia.
Corps Citoyen الجسد المواطن è un collettivo artistico fondato nel 2013 a Tunisi, con base a Milano dal 2018. La sua produzione si sviluppa tra performance, teatro, ricerca socio-antropologica, scrittura, animazione e video-documentario, attraverso pratiche partecipative e decoloniali e un lavoro costante tra territori, strade e periferie.
Arti plastiche
Aicha Snoussi
Vive tra Sète e Tunisi. La sua pratica queer combina disegno, materiali organici e installazione per interrogare saperi, genere e memoria. Attraverso un approccio “archeologico”, decostruisce enciclopedie e oggetti, creando nuovi linguaggi politici e artistici.
Pioniera dell’arte moderna e figura chiave dell’emancipazione femminile nella società tunisina del dopoguerra, in una voce dell’Enciclopedia Internazionale AWARE – Archives of Women Artists Research & Exhibitions.
Fotografia
Artista visiva e fotografa tunisina, esplora temi legati al corpo, alla memoria e alla marginalità, attraverso una pratica multidisciplinare che include fotografia, installazione e arte tessile. Le sue opere interrogano i confini tra spazio pubblico e privato, mettendo in discussione le rappresentazioni normate del corpo femminile e della prigionia, fisica e simbolica.