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LGBT BLOK v2

Ali, Boysan e Zeliş sono tre figure importanti che hanno dato un contributo determinante al movimento LGBTI+ in Turchia. Deniz Nihan Aktan ne parla in Turchia Queer, ma proponiamo qui un piccolo approfondimento. 

Ali 

Ali “Aligül” Arıkan rappresenta un punto di svolta per il dialogo tra il movimento femminista e l’attivismo trans in Turchia. Mentre l’invisibilità e la mancanza di consapevolezza riguardo ai problemi e alle esperienze specifiche degli uomini trans è ancora presente, Ali ha fornito i primi e influenti passi verso il transfemminismo. Purtroppo abbiamo perso Ali nel 2013 a causa di un cancro di cui è venuto a conoscenza troppo tardi, perché per anni non ha fatto visite ginecologiche per paura di incorrere in episodi di transfobia.

Boysan e Zeliş

Boysan Yakar, tra le altre preziose attività di volontariato, ha lavorato per la rappresentanza politica e istituzionale delle persone LGBTI+. È stato fra l3 prim3 candidat3 apertamente LGBTI+ a candidarsi alle elezioni. Dopo le elezioni, ha lavorato come consigliere del sindaco nel Comune di Şişli. I suoi genitori sono tra le prime figure che si sono mobilitate per difendere i diritti dei loro familiari; hanno dato vita al primo gruppo di sostegno alle famiglie del Paese e hanno partecipato alle marce del Pride insieme all3 loro figl3 per molti anni. Dopo la morte di Boysan, i suoi genitori hanno trasformato la sua casa in un centro culturale LGBTI+.

Zeliş Deniz è sempre stata in prima linea nella resistenza. È stata l’incarnazione del legame tra il movimento femminista e quello LGBTI+ con il suo attivismo decennale nel primo gruppo LGBTI+ del Paese, Lambdaistanbul (fondato nel 1993)*, e con il suo impegno massiccio per i diritti e la visibilità delle donne lesbiche e bisessuali.

Nel 2015 abbiamo perso Boysan e Zeliş, insieme a Mert Serçe, in un incidente stradale. Mancano e vengono ricordate ogni giorno, nelle proteste di strada come nelle piste da ballo. 

Boysan
Boysan Yakar
Zelis Deniz
Zelis Deniz

*Il nome di Lambdaistanbul, deriva da “lambda”, la lettera L dell’alfabeto greco, uno dei simboli comuni del movimento. Il lambda è stato adottato come simbolo internazionale della liberazione gay nel 1974, in occasione della Conferenza internazionale sui diritti gay di Edimburgo.